
Scusi tanto. Forse disturbo.
Dica…dica…
Permette? Vorrei da lei una piccola intervista.
Ma non più di quattro domande.
A grazie. La prima domanda sarebbe: “che cosa vuole esprimere con questa sua nuova opera?”
Il mio intimo, profondo, arcaico cattolicesimo.
…arcaico cattolicesimo… E che cosa ne pensa della società italiana?
Il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d’Europa.
Ah. E che ne pensa della morte?
Come marxista è un fatto che non prendo in considerazione.
Quarta ed ultima domanda: qual è la sua opinione sul nostro grande regista Federico Fellini?
Egli danza… Egli danza…
Ah! Grazie. Complimenti. Arrivederla.
Ehi! “Io sono una forza del passato”.
È una poesia.
Nella prima parte il poeta ha descritto certi ruderi antichi di cui nessuno più capisce stile e storia. E certe orrende costruzioni moderne che invece tutti capiscono.
Poi attacca appunto così:
“Io sono una forza del Passato.
Solo nella tradizione è il mio amore.
Vengo dai ruderi, dalle chiese,
dalle pale d’altare, dai borghi
abbandonati sugli Appennini o le Prealpi,
dove sono vissuti i fratelli.
Giro per la Tuscolana come un pazzo,
per l’Appia come un cane senza padrone.
O guardo i crepuscoli, le mattine
su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,
come i primi atti della Dopostoria,
cui io assisto, per privilegio d’anagrafe,
dall’orlo estremo di qualche età
sepolta. Mostruoso è chi è nato
dalle viscere di una donna morta.
E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno di ogni moderno
a cercare fratelli che non sono più.”
Ha capito qualcosa?
Beh… Ho capito molto. Giro per la Tuscolana…
Scriva…scriva quello che le dico: lei non ha capito niente perché è un uomo medio, è così?
Beh, sì.
Ma lei non sa cos’è un uomo medio: è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, colonialista, razzista, schiavista, qualunquista.
È malato di cuore lei?
No, no, facendo le corna.
Peccato, perché se mi crepava qui davanti sarebbe stato un buon elemento per il lancio del film. Tanto lei non esiste. Il capitale non considera esistente la manodopera se non quando serve la produzione. E il produttore del mio film è anche il padrone del suo giornale.
Addio.



Italiani, elettori, inquilini, coinquilini, casigliani, quando sarete chiamati alle urne per compiere il vostro dovere, ricordatevi un nome solo: ANTONIO LA TRIPPA!
Concittadini, amici, fratelli, paesani, compaesani, italiani, al di qua e al di là del mare, vicini e lontani. Chi vi parla è ANTONIO LA TRIPPA.












